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Archivio/2006

Storia

Cortei del sabato

 

PARTE  DE  SOTTO

Alla simbologia della morte e della rinascita leit motiv del Calendimaggio, si ispira il corteo del pomeriggio che con coincisa coerenza, mezzi efficaci e sobrietà di linguaggio affronta temi tipici della cultura e dell’immaginario medievale: passaggio morte-vita, inverno-primavera, carestia-abbondanza, riproponendo  in felice, ma non ripetitiva continuità, il tema del teatro nel teatro. Ben ricostruito il carro degli attori con uomini e che, correttamente, agiscono in parti femminili. Apprezzabile la sobria sofferta danza della carestia e ben giocato il tema degli alberi sia quelli bruciati sia quelli retti.

Apprezzabile il passaggio del testimone tra profano e sacro:

la rinascita della madre terra viene annunciata dall’incedere dell’immagine della Mater Dei a cui il mese di maggio è dedicato.

Sobrietà, leggibilità e pertinenza caratterizzano il corteo.

Ancora i temi dell’amore e della giovinezza che sboccia guidano il corteo serale, giovane, agile, fresco senza sbavature, capace di meravigliare con delicatezza grazie all’ottimo rapporto tra attori e spazio.

Valutazione X

 

PARTE DE SOPRA

La scelta del tema dell’acqua, declinato anche in chiave ecologica è azzeccata e se essa è all’origine del nascere di un centro classico, ne determina successivamente la crescita e la prosperità, ma, come bene rappresentato, può anche decretarne la morte se l’ambiente non viene rispettato, se l’acqua è contaminata. Di forte impatto la rappresentazione della crescita delle attività manifatturiere, non regolate che determinano il prosciugamento delle fonti. Il miracolo di S. Annessa  conclude il corteo del pomeriggio, percorso un po’ monocorde ove l’impegno scenico (ammirevole) toglie respiro alla varietà dell’invenzione.

Nel corteo serale al grande sforzo scenografico teso a creare meraviglia non si è accompagnata una equivalente linearità narrativa capace di dare adeguata evidenza e leggibilità al Sogno.

Scene di parte

 

PARTE  DE  SOTTO

Il racconto che anima la scena condensa con forza capacità di sintesi e notevole padronanza, una serie di temi diversi, ma coerenti e funzionali a restituire molti significativi aspetti della vita di una città medievale, senza che il filo narrativo – che prende felicemente le mosse da un’azione teatrale – venga mai sacrificato. Molto pertinente anche al luogo reale in cui il racconto si ambienta,  il tema della miseria ( proprio anche attraverso azzeccati personaggi minori), contrastivamente messa a confronto con la ricchezza e l’avarizia di un clero corrotto (topos forte della produzione letteraria medievale). Ad esso si connette il miraggio del paese di Cuccagna efficacemente ricostruito sia a livello scenografico sia a livello testuale attraverso una serie di riferimenti colti (tra gli altri va ricordato il Fabliones de Coquaigne) e sul filo di un equilibrio esente da facili eccessi.Di particolare impatto e forte aderenza al registro popolare l’invenzione della figura miracolosa di S. Virginiana caratterizzata da quel tanto di licenziosità che ben si accorda alle fonti novellistiche a cui si ispira.. Lo stesso vale per il felice, efficace contrasto tra marito e moglie, per la scena dell’affamato lupanare, per l’accento sulla corporeità dei lebbrosi e sugli espedienti adottati dagli “ammazzagatti”. Ben  risolta anche la scena del laboratorio del pittore, felici i personaggi  degli “spiriti”  che guidano l’azione scenica dall’esordio.Potente la ricostruzione del mercato.

L’equilibrio tra le parti, la ricchezza e la complementarietà dei temi, l’emblematicità di molti personaggi  (tutti felicemente tratteggiati e interpretati) che riescono a condensare i vizi, le virtù, le attitudini di un medioevo cittadino che convince e avvince (belli i luoghi che si percorrono) restituendoci una forte emotività, sono i caratteri più apprezzabili della scena.

Valutazione X

 

PARTE DE SOPRA

L’ingresso nel “modo altro” attraverso l’aprirsi di una porta – quasi porta di una ideale cinta di mura – che introduce nello spazio medievale di parte di Sopra e la felice scelta dell’accoglienza degli ospiti con cibi, bevande e canti, aprono con forte impatto emotivo la scena, nel silenzio incantato di una campagna ove si muovono con grazia figure umane e animali. Il racconto prende a dipanarsi lungo il filo di una storia d’amore che si costruisce sui temi cari alla novellistica medievale e rinascimentale (amore contrastato poi felicemente risolto) senza l’inserimento di ulteriori temi significativi(se si escludono i topoi del mercante ricco e avaro con moglie bella e ignorante, l’ubriaco, il mercante forestiero). Il percorso si snoda attraverso luoghi densi di suggestione ricostruiti con esperta attenzione ai particolari della vita quotidiana. Rilevanti perché di forte impatto le scene del mercato (con l’opportuno velario), della conceria e lo spazio delle erbe con l’immancabile maga (ottima interprete) che legge il futuro in un contesto di odori e suoni flebili capaci di restituire atmosfere antiche. Ben ricostruite la bottega del vasaio, la manifattura delle funi, il banco del cambiatore. Rilevante la forte presenza di animali. Qualche minima riserva, alivello di suggerimento, di carattere ricostruttivo sull’attrezzo su cui vengono trasportati i falchi trascrivibile ai secoli XVI/XVII) e sulle decorazioni delle ceramiche, piuttosto lontane dagli stilemi medievali e rinascimentali.

Preferenza Parte de Sotto

Data domenica 7 maggio 2006          Firma   Anna Laura Trombetti Budriesi

 

 

 

 

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Grazie a Pino ANTONELLI per la trascrizione